18 gennaio 2014

Test Elmar 90/4 C: poco costoso, molto dignitoso.

Negli anni 70 la Leica si trova ad affrontare la prima grande crisi  dopo i fasti del dopoguerra. Dominatrice dei mercati con le macchine a telemetro nei primi anni 60, l'egemonia di Leica viene via via scalzata dai nuovi modelli reflex giapponesi, che iniziano ad imporsi presso i consumatori e i fotografi professionisti.
Superata nella visone diretta attraverso l'obiettivo (il fotografo non doveva più immaginare l'inquadratura), superata nell'esposimetro (era incorporato nella macchina e non occorreva più il Leicameter esterno), superata nella disponibilità di ottiche (con la telemetro non si andava oltre il 135 a meno di non usare l'ingombrantissino Visoflex), la Leica a telemetro rimaneva uno strumento immediato e indistruttibile, ma i vantaggi delle reflex si facevano sentire. 
In ritardo di anni Leica nel 1965 propone la Leicaflex, già superata al momento dell'uscita a causa del suo esposimentro esterno pur essendo costruita con standard qualitativi sconosciuti all'industria giapponese. Per rimediare esce nel 1968 la SL, seguita dalla SL2 nel 1974. Nel contempo (1973) viene offerta sul mercato la leica CL, una macchina a telemetro più piccola e soprattutto  meno costosa della  Leica M5 (1971-1975), la prima macchina a telemetro con esposimetro incorporato (corpo più grande con cellula posta su di un braccio retrattile).
All'epoca per recuperare il costo di produzione di una Leicaflex SL occorreva vendere circa 2 obiettivi e mezzo. Era una lotta impari contro l'irrompente offerta di prodotti giapponesi, che nei modelli di punta avevano poco da invidiare alla robustezza delle macchine teutoniche.
Inizia così una collaborazione con Minolta per la produzione della CL e di due ottiche, il 40/2 summicron e il 90/4 Elmar C. Ne viene progettata anche un'altra, il 40/2,8 Elmarit, ma dopo una iniziale produzione di circa 400 pezzi non si da seguito alla commercializzazione. Oggi sono molto costosi, ed appartengono al mercato del collezionismo. La Cl è una macchina molto compatta, e permette di avere un corredo minimale dentro una piccola borsa. Tuttavia sulla Cl era possibile utilizzare parte delle ottiche che erano state progettate per le Leica tipo M, pur avendo una base telemetrica più ridotta, che comportava delle inesattezze di messa a fuoco con obiettivi luminosi o con focale tipo 90 mm. La macchina ha al suo interno le cornicette per il 40, 50 e 90 mm.
Minolta da parte sua mette in produzione il Rokkor 40/2 che andrà a corredare la Minolta/Leica CL e successivamente, con un trattamento antiriflesso migliorato, la Minolta CLE, la prima macchina fotografica a telemetro che leggeva la luce su di un particolare disegno della tendina dell'otturatore, metodo ripreso nel 1984 dalla Leica M6.
Per la Minolta CLE verrà prodotto anche un 28/2,8 e un 90/4 stretto parente del 90/4 C di Leica. Questi obiettivi non hanno nulla da invidiare agli omologhi tedeschi. Tanto che le cornicette della CLE sono riferite proprio al 28,40 e 90, pur con delle limitazioni nell'utilizzo degli obiettivi Leica M, sia per la corta base telemetrica che per la struttura di certi obiettivi che andavano a tappare la finestrella del telemetro.
Dopo questi cenni storici che ci permettono di inquadrare il momento in cui viene disegnato e prodotto il 90/4 C entriamo nel vivo dell'argomento del post.
Prodotto dal 1973 al 1977 è stato uno dei modelli meno cari tra i 90 mm. offerti da Leica. Dotato di paraluce in gomma avvitabile è molto compatto. 
A tutta apertura l'obiettivo mostra una buona costanza di qualità sul campo inquadrato, con tuttavia un visibile deterioramento agli angoli dell'inquadratura nei particolari fini, mentre il macrocontrasto rimane molto buono su tutto il campo. Una lieve vignettatura affligge comunque gli angoli.
Chiudendo un diaframma, quindi a 5,6, si denota un innalzamento generalizzato delle contrasto e soprattuto del microcontrasto, anche se l'obiettivo soffre di astigmatismo via via che ci si allontana dal centro, con una riduzione del microcontrasto sensibile verso le zone esterne.


Al centro l'ottimizzazione della qualità la raggiungiamo intorno a diaframma 5,6/8, mentre verso f 11 sembra apparire leggermente l'effetto della diffrazione che diventa evidente a f 16.
 Nella zona mediana interna sil miglior diaframma è indubbiamente f 8, con f 5,6 e f 11 che esprimono la stessa qualità visiva, mentre a f 16 e f 22 il microdettaglio tende a divenire flou.

Nella zona esterna, senza arrivare agli angoli, ancora una volta il miglior diaframma è f 8, con lo stesso giudizio espresso per la zona mediana interna in relazione agli altri diaframmi.

Negli angoli la qualità fa fatica a salire e bisogna arrivare a f 11 per ottenere il miglior compromesso come qualità, che non arriva mai al livello delle altre zone; f 8 lascia l'immagine leggermente "striata".
 Da questa analisi possiamo concludere che l'obiettivo se la cava particolarmente bene a f 5,6 e 8 per soggetti nella zona centrale allargata, mentre occorre chiudere a f 11, sacrificando leggermente la zona centrale per otterere una omogeneità di resa su tutto il fotogramma.

A titolo di pura curiosità segue un confronto con un concorrente diretto, il 90/4 III lenti e un super concorrente, il 90 APO Summicron. Per verificare cosa è successo negli ultimi anni, mentre i due 90 più anziani sono chiusi a diaframma f 8 (il loro ottimale), la foto presa in esame con l'APO-Summicron è scattata a f 2. Se al centro sembra cedere qualcosa, agli angoli a f2 surclassa di gran lunga i due progenitori!

Concludendo, il 90/4 C se la cava molto bene chiudendo uno  o due diaframmi per raggiungere il picco di qualità senza che la diffrazione si faccia sentire. Il confronto con il 90/4 III lenti lascia senza vinti e vincitori, soprattutto per un uso normale (e per normale intendo una foto stampata 30x45  e non una visione a pelo al 100% al monitor). Rimane una sostanziosa diffferenza di prezzo. Per 300 euro (mediamente) è difficile trovare un altro 90 mm leica che tuttavia permette di ottenere immagini di ottima qualità.
Come al solito per concludere qualche fotografia scattata con il 90/4 C.
Leica MM - 6400 ISO

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